SPECIALIZZAZIONE DI MEDICINA

Proposte e richieste di immediata applicazione a garanzia di un regolare svolgimento delle selezioni del concorso nazionale 2014/2015 per l’accesso alle scuole di specializzazione di medicina.

Ladozione del concorso nazionale per laccesso alle scuole di specializzazione ha rappresentato una grande innovazione nel senso della trasparenza e della valorizzazione del merito. Nonostante queste buone premesse si sono registrate delle gravissime criticità organizzative: sia a monte che durante lo svolgimento delle prove stesse, prima tra tutte una importante disparità rispetto alle condizioni ambientali e di sorveglianza.

Il MIUR, in seguito a tali gravi disservizi, dovrebbe fare tesoro degli errori commessi ed

investire adeguate risorse organizzative, umane e strutturali per la realizzazione di un concorso nazionale efficiente, al pari di quanto avviene da anni in altri Paesi dellUnione Europea. 

Purtroppo le aspettative di migliaia di aspiranti specializzandi, nonostante la continua disponibilità al confronto, l'operativa collaborazione con suggerimenti ed analisi costruttiva delle criticità, continuano ad essere disattese su gran parte dei fronti.

In primis riguardo alle tempistiche: a fronte delle rassicurazioni, in merito al rispetto all' avvio delle procedure concorsuali, offerte nel corso dellaudizione del Ministro presso la Commissione Affari Sociali della Camera in data 27 gennaio 2015, il MIUR, in data 28 febbraio 2015, ha diramato un comunicato stampa in cui annunciava lavvio delliter di modifica del Regolamento concernente le modalità per laccesso alle scuole di specializzazione di area sanitaria con lo slittamento del termine di uscita del bando entro il 30 Aprile 2015, quindi dello svolgimento delle prove entro il 31 luglio 2015.

Il 30 Aprile ha visto la luce in Gazzetta Ufficiale l'annunciato Regolamento modificato il quale, nell'art.1,  fa suoi alcuni articoli del decreto legislativo 17 agosto 1999 n.368:

  "Art. 36. - 1. Entro centottanta giorni dalla  data  di entrata in vigore del  presente  decreto  legislativo,  con decreto  del  Ministro  dell'università e della  ricerca scientifica e tecnologica sono determinati le modalità per l'ammissione alle scuole di specializzazione, i contenuti e le  modalità delle prove, nonché i criteri per la valutazione dei titoli e per la composizione della commissione (...)"

Seguito dal riferimento sulle tempistiche organizzative, rispetto al bando, dell'articolo 2 secondo comma:

"2. La prova d'esame, per ogni tipologia di scuola,  si  svolge  non prima di sessanta giorni dalla data di pubblicazione del bando."

Questo sembra disattendere già, e di molti mesi, le rassicurazioni che ci sono state offerte. Aspettare altri otto mesi per il concorso significa aver saltato (nuovamente) quasi un intero anno accademico con prevedibile accumulo di concorrenti che rende ancora più esplosivo e drammatico il gap tra borse disponibili ed aspiranti specializzandi.

In secondo luogo, il regolamento non sembra aver recepito l'importanza di ridurre il numero di sedi a garanzia di condizioni di svolgimento delle prove più uniformi ed eque, argomento che é stato fortemente sollevato da tutti gli enti che hanno ascoltato le istanze dei partecipanti al concorso passato e che é stato utilizzato anche in sede di ricorso.

Nei fatti l'articolo 3 del Regolamento non offre nessuna garanzia di modifica in merito a questo punto:

"2. Ai sensi del  articolo 36, comma 1, lettera  a)  del decreto legislativo n. 368/1999 le prove di ammissione si svolgono a livello locale, in una o più sedi, nella stessa data ed allo  stesso  orario per tutte le tipologie di scuola  appartenenti  alla  medesima  area.

L'organizzazione delle prove a  livello  locale compete alle Istituzioni universitarie presenti sul territorio. Tenuto anche conto di quanto specificato all'articolo 2, comma 3, in ordine all'utilizzo dei contributi di iscrizione versati dai candidati per la partecipazione al concorso, il rimborso agli Atenei delle spese sostenute per le attività' inerenti lo svolgimento  in  sede  locale delle prove di ammissione e' effettuato  in  rapporto al numero di candidati  assegnati all'Ateneo  per  lo  svolgimento della prova d'esame."

In calce a queste osservazioni che concernono gli aspetti organizzativi, continuiamo a sostenere che debba essere prevista una sostanziale revisione della proporzione dei punteggi attribuiti, in graduatoria, tra il curriculum di studi e la prova di esame, il quale rapporto continua a discriminare tra Atenei di provenienza e non tra candidati e, come già si é verificato nella scorsa edizione del concorso, stronca candidati con migliore vocazione, e preparazione, specialistica (fede il punteggio delle prove) in favore di un criterio che é impari nei fatti. L'autonomia universitaria rende i parametri computati, in graduatoria, dei punteggi del curriculum non comparabili: dalla distribuzione degli SSD fondamentali e caratterizzanti nella rosa degli esami da inserire nel curriculum, all'attribuzione del voto di laurea. Solo diminuendo i 15 punti attribuiti al curriculum e/o modificandone i criteri di assegnazione, il Concorso Nazionale riuscirà a raggiungere al meglio lo scopo di valorizzazione della meritocrazia che si prefigge.

Chiediamo, quindi, ladozione immediata, per ciò che potrà essere regolamentato nel bando, di tutti quei provvedimenti utili e necessari a garantire lottimale svolgimento delle selezioni per lanno accademico 2014/2015.

Riteniamo opportuno elencare nuovamente, in maniera schematica, alcune delle criticità gestionali riportate dai candidati nel primo Concorso nazionale (2013-2014), al netto delle ricostruzioni non comprovate da riscontri oggettivi:

  • Eccessiva parcellizzazione delle sedi di svolgimento delle selezioni;
  • Sedi e strumenti non adeguati al corretto svolgimento della prova: postazioni vicine e senza separatori;
  • Non ottimale preparazione di molti dei commissari vigilanti, con conseguenti incertezze e difformità nella gestione delle situazioni critiche che si è tradotta, in molte sedi, in: 
    1. una distribuzione dei candidati nelle postazioni legata alla libera scelta individuale;
    2. luscita ed il rientro nellaula, durante lo svolgimento delle prove;
    3. la mancata rilevazione e/o punizione, con lannullamento della prova, della collaborazioni tra candidati;
    4. la mancata rilevazione della presenza di dispositivi elettronici allingresso delle aule; 
    5. la ripetizione delle prove in caso di disservizio tecnico informatico lasciata al libero arbitrio dei commissari daula e non prevista dal software desame (dovuto alla grave mancanza, da parte di di chi ha organizzato le prove, di non avere previsto analoghe situazioni di emergenza e conseguente adeguato codice di comportamento);
  • Presenza di commissari vigilanti spesso non afferenti al  MIUR e frequentemente interni allamministrazione delle sedi ospitanti le selezioni, venendo meno alle stesse indicazioni allart. 5 del DM n°105 del 30 giugno 2014 n. 105;
  • Distribuzione dei candidati su base regionale in funzione della residenza che, in aggiunta al criterio della distribuzione per età anagrafica, ha in talune occasioni favorito eventuali collaborazioni durante lo svolgimento delle prove;
  • Lerrore gravissimo e inescusabile del Cineca, con linversione delle domande di Area clinica e dei servizi; 
  • Tardiva assunzione della comunicazione delle informazioni relative alle sedi di svolgimento delle prove, alla distribuzione dei candidati nelle sedi e di ogni altra scadenza organizzativa;
  • Quesiti in buona parte meramente nozionistici basati sul triennio preclinico e con ambiguità delle risposte.

In relazione alle criticità sopra descritte, che potrebbero esitare, laddove trovassero riscontro oggettivo in sede di giustizia amministrativa, in uninvalidazione dellintera selezione aprendo un contenzioso infinito, vorremmo sollecitare il MIUR a considerare e recepire le seguenti proposte:

  • Creazione di una task-force ministeriale dedicata alle procedure organizzative del concorso nazionale;
  • Aggregazione delle sedi concorsuali in poche e grandi aule, in modo da garantire un adeguato controllo ed omogeneità delle condizioni ambientali per lo svolgimento delle selezioni;
  • Utilizzo di sistemi di rilevazione dieventuali dispositivi elettronici in possesso dei candidati posizionati allingresso delle aule;
  • Assegnazione dei candidati fra le aule in maniera casuale destinando, se possibile, i candidati fra le aule secondo la Regione di domicilio o nelle Regioni limitrofe; 
  • Distribuzione dei candidati nelle singole postazioni all'interno di ogni aula secondo un sorteggio o comunque in modo casuale e cambiando la disposizione ogni giorno;
  • Adeguata distanza tra le postazioni dei candidati pari ad almeno 1-2 metri, con ricorso allutilizzo di separatori tra le postazioni informatiche per evitare che un candidato possa visionare la prova dei colleghi sui PC viciniori; 
  • Impossibilità per tutti i candidati di uscire dalle aule durante svolgimento esame, pena il depennamento dalle selezioni;
  • Presenza di almeno un commissario vigilante esterno in ogni aula, ovvero di commissari vigilanti Ministeriali, coadiuvati dai rappresentanti delle Forze dellOrdine, al fine di garantire il rispetto delle procedure concorsuali da parte dei candidati;
  • Adeguata formazione di tutti i commissari vigilanti;
  • Adeguato rapporto candidati/commissari al fine di garantire unadeguata vigilanza (almeno un commissario ogni 15 candidati);

Inoltre, si ritiene opportuno presentare di seguito ulteriori proposte che nascono dallesigenza di migliorare le capacità selettive delle prove e segnatamente:

  • Maggiore o esclusiva presenza di domande di carattere clinico generalista nella prima parte della prova (parte generale),;
  • Pubblicazione, nel bando di concorso, dellelenco delle materie oggetto delle varie prove e del relativo programma di studio o, in alternativa, della bibliografia dei testi di riferimento per la preparazione alle selezioni;
  • Evitare di porre quesiti con formulazioni e risposte controverse o ambigue per evitare di dare adito a possibili ricorsi. Quesiti basati, in ogni caso, su dati certi e sulle ultime linee guida e pubblicazioni scientifiche internazionali di comprovata e riconosciuta validità;  
  • Qualora la tipologia dei quesiti rimanesse la medesima del concorso passato, sarebbe utile una riduzione dei tempi di tutte le prove (risultati eccessivamente lunghi), di circa il 30% rispetto allattuale, così da limitare ulteriormente le possibilità di collaborazione tra candidati;
  • Istituzione di una soglia di punteggio minimo finale necessario per limmissione in graduatoria, punteggio minimo valutato singolarmente in ognuna delle tre sezioni della prova;
  • Assegnazione dei contratti aggiuntivi, finanziati dalle Regioni, seguendo esclusivamente la graduatoria nazionale della singola tipologia di Scuola di Specializzazione, con eccezione delle sole Regioni bilingue. Saremmo invece favorevoli allinserimento di una clausola che impegni i vincitori delle borse finanziate dalle Regioni a lavorare, per qualche anno dopo la Specializzazione, presso le strutture della Regione finanziatrice; 
  • In caso di Scuole di Specializzazione aggregate dovrebbe essere garantita la scelta della sede di frequenza da parte dei vincitori secondo lordine di graduatoria, rispettando il criterio di meritocrazia alla base del concorso; 
  • Verifica della veridicità delle autocertificazioni inerenti i titoli di studio di tutti i candidati prima della diffusione delle graduatorie nazionali;
  • Prevedere nel bando di concorso la possibilità di partecipazione alle selezioni soltanto per i medici già in possesso di Abilitazione alla Professione Medica; 
  • Per i candidati stranieri e laureati presso Facoltà di Medicina e Chirurgia non italiofone reputiamo sia necessario, come prerequisito di ammissione al concorso, attestato di conoscenza della lingua Italiana con livello di competenza pari o superiore al C1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue;
  • La pubblicazione dei risultati del Concorso di accesso alle Specializzazioni mediche 2013/2014, nella fattispecie:
  1. del numero di preferenze per sede per ciascuna Scuola di Specializzazione;
  2. dei punteggi ottenuti per ciascuna sede e Scuola, con indicazione del punteggio minimo utile ai fini dellaccesso;  
  3. di ogni altro ulteriore dato o statistica che possa orientare le scelte dei medici per il prossimo concorso;
  • In fase di scorrimento delle graduatorie, dare la possibilità anche ai prenotati di iscriversi al fine di sveltire la procedura;

Con loccasione riaffermiamo inoltre la necessità di:

  • Adottare un piano triennale di rientro, di concerto con il Ministero della Salute e le Regioni, per recuperare le risorse utili ad abbattere il gap attuale e futuro tra numero di laureati e contratti di formazione specialistica, garantendo il diritto alla formazione post lauream dei medici neoabilitati, innanzitutto riducendo il contingente di accessi al corso di laurea in Medicina e Chirurgia a partire dal prossimo anno accademico;
  • Effettuare, di concerto con il Ministero della Salute e le Regioni, unadeguata programmazione del fabbisogno di medici generalisti e specialisti da formare, in funzione della previsione del reale bisogno di salute espresso dalla popolazione e dunque delle concrete possibilità lavorative, rifuggendo dagli errori che in passato hanno portato alla pletora di medici e specialisti.

Certi del vostro sostegno, chiediamo una collaborazione più assidua da parte Vostra, per  realizzare un Concorso Nazionale pienamente meritocratico e oggettivo: fine comune la selezione dei medici più competenti e preparati, in primis per il bene dei pazienti, nonché per unidea di giustizia, di equità e di legalità, che dovrebbe essere alla base di ogni tipo di concorso.