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Ricorsi per specializzazioni non remunerate

Quella dei medici che dagli anni 80 in poi hanno frequentato le scuole di specializzazione senza percepire la borsa di studio o percependone una di importo non adeguato, è una annosa questione che periodicamente torna alla ribalta, soprattutto grazie alle iniziative di alcune associazioni esperte in "class action" che contattano ripetutamente i medici invitandoli ad aderire a ricorsi legali collettivi.

Fermo restando il diritto del medico di decidere autonomamente e liberamente se e tramite chi fare ricorso, l'Ordine si permette di ricordare che:
- ogni azione legale, promossa individualmente o collettivamente, comporta comunque un esborso anticipato di denaro per le spese legali;
- nessuno può garantire con certezza assoluta l'esito favorevole della causa;
- i tempi della giustizia, com'è ben noto, sono lunghi e soggetti a tre gradi di giudizio;
- le situazioni dei medici non sono tutte uguali e l'esito favorevole di una vertenza non significa di per sé che tutte quelle simili abbiano lo stesso esito;
- i tentativi di sanare questa annosa vicenda con "leggi di sanatoria" generalizzata non sono finora mai andati in porto per mancanza di copertura finanziaria.

L'Ordine, quindi, non sollecita né scoraggia alcuna iniziativa. Si limita a ricordare i pro e i contro di una azione legale, in modo che il medico possa prendere una decisione in modo quanto più consapevole.