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Master: quanto "valgono"?

Si assiste con una certa frequenza alla pubblicizzazione di "Master" promossi dalle più varie istituzioni e rivolti a medici e odontoiatri. Si tratta di percorsi formativi post-laurea, il cui valore legale, tuttavia, varia a seconda del soggetto promotore. Per evitare equivoci, l'Ordine ritiene opportuno ricordare quanto segue.

I Master promossi dalle Università italiane sono disciplinati dal Decreto del Ministero dell'Università n. 509 del 1999 e hanno le seguenti caratteristiche: si concludono con il rilascio di un titolo accademico (diploma firmato dal Rettore), esonerano dal conseguimento dei crediti ECM per tutta la durata del corso, sono registrabili sull'Albo professionale alla pari degli altri titoli accademici (laurea, abilitazione, specializzazione) e possono formare oggetto di pubblicità personale da parte del professionista che l'ha conseguito.

Viceversa, i corsi promossi da istituzioni pubbliche o private che non siano le Università, anche se nel linguaggio comune vengono spesso denominati "master", non hanno valore di titolo accademico e quindi non esonerano dal conseguimento dei crediti ECM, non sono registrabili sull'Albo professionale (proprio perché non sono titoli accademici) e, sebbene possano essere citati nel curriculum del professionista, non possono formare oggetto autonomo di pubblicità personale.

Si tratta, quindi, dal punto di vista del valore legale, di due differenti percorsi formativi che hanno differenti conseguenze giuridiche. Ciò ovviamente non incide in nessun modo sul valore formativo dei diversi percorsi che qui non è in discussione.

I colleghi sono invitati a tenere conto di quanto sopra nella scelta di eventuali percorsi formativi post-laurea.